27 e 28 novembre: appuntamento con 'un panettone per la vita'

 in FARE, Iniziative
Costituita nel 1990 per volontà di un gruppo di persone fortemente motivate a creare, anche in Italia, una valida banca dati di donatori volontari, ADMO ha come scopo principale informare la popolazione italiana sulla possibilità di combattere le leucemie e altre malattie del sangue (linfomi, mieloma, thalassemia) attraverso la donazione e il trapianto di midollo osseo.

Sono molte le persone che ogni anno in Italia necessitano di trapianto, ma purtroppo la compatibilità genetica è un fattore raro, che ha maggiori probabilità di esistere tra consanguinei. Per coloro che non hanno un donatore consanguineo, dunque, la speranza di trovare un midollo compatibile per il trapianto è legata all’esistenza del maggior numero possibile di donatori volontari tipizzati, dei quali cioè siano già note le caratteristiche genetiche registrate in una banca dati.

Si valuta che in Italia siano necessari circa 1.000 nuovi donatori effettivi all’anno. Una stima destinata ad aumentare notevolmente, se si tiene conto che il trapianto delle cellule staminali emopoietiche, presenti nel midollo osseo, è attualmente al centro di ricerche anche nel campo dei tumori solidi, mentre stanno diventando di routine alcune applicazioni in campo genetico, come nel caso delle thalassemie. In questa realtà, ADMO svolge un ruolo fondamentale di stimolo e coordinamento: fornisce agli interessati tutte le informazioni sulla donazione del midollo osseo e invia i potenziali donatori ai centri trasfusionali del Servizio Sanitario Nazionale, presso i quali sono sottoposti alla cosiddetta  tipizzazione, che avviene con un semplice prelievo di sangue. I dati vengono poi inviati al Registro italiano dei donatori midollo osseo (IBMDR), nel più assoluto rispetto della normativa sulla privacy.

Alla nascita di ADMO i donatori italiani erano 2.500. Ma oggi i numeri hanno ben altro spessore: 387.852 sono i donatori iscritti in Italia, 54 i centri trapianto, 2.500 i pazienti in ricerca ma, per loro, è arrivata al 60% la probabilità di successo (che, invece, nel 1990 era solo del 7%…). Certo, quando nei primi anni ’90 qualche genitore disperato a causa della perdita del figlio – per non aver trovato un donatore di midollo osseo compatibile – girava in lungo e in largo l’Italia per cercare qualcuno disposto a gettare il cuore oltre l’ostacolo e creare un’Associazione per impedire che altri figli morissero, molti degli stessi medici che ascoltavano quei genitori pensavano che la loro disperazione non avrebbe potuto portarli lontano. E invece…

Oggi il Registro italiano dei donatori midollo osseo è una delle 63 banche dati che operano in 43 Paesi del mondo, allo scopo di reperire un donatore compatibile per i pazienti che ne hanno necessità. Ma la strada che ADMO vuole e deve percorrere, per tenere fede al proprio impegno, è ancora lunga: le malattie del sangue sono in aumento, ma aumentano anche le possibilità di cura e guarigione grazie al trapianto di midollo osseo. I donatori, però, non aumentano in modo direttamente proporzionale ai malati… E allora? Dalle piazze italiane ADMO lancia una nuova sfida, rivolta soprattutto ai giovani dai 18 ai 35 anni: non fate gli smidollati, diventate donatori di midollo osseo!

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