A SCUOLA DI GENEROSITÀ IN QUARTA LICEO SCIENTIFICO

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Colpito da leucemia, Andrea Conticelli, 17 anni, di Alba, ha bisogno di un trapianto di midollo. I compagni diffondono un appello su Facebook. Il messaggio è diventato virale in pochi giorni. E dalla classe ai social è partita una gara commovente di solidarietà e donazione. Il papà di Andrea: «È un ragazzo che dà coraggio agli altri; sono davvero fiero di lui».

Verrebbe da dire bontà dei social network o, meglio ancora, bontà dei giovani che ancora sanno entusiasmarsi davanti a una causa che vale la pena di sostenere. Ad Alba (Cn) un giovane al quarto anno di liceo si ammala di una forma aggressiva di leucemia. Andrea Conticelli, questo il suo nome, ha bisogno urgente del trapianto di midollo, ma occorre trovare un donatore compatibile. E qui scatta la solidarietà dei suoi compagni di scuola, il liceo scientifico Leonardo Cocito, che hanno diffuso l’appello su Facebook.

Il resto lo hanno fatto i social e la generosità. Il messaggio è diventato virale e in pochi giorni al caso si sono interessati anche gli altri media locali (Gazzetta d’Alba ha seguito la vicenda sull’edizioni cartacea e digitale) e nazionali, dalla Rai a Mediaset. Appelli sono stati diffusi dal Tg1 al Tg5, La vita in diretta e Mattino cinque. Per facilitare gli eventuali donatori, si è creato il sito match4andrea.itdove si possono sbrigare le pratiche burocratiche e snellire l’affl”usso all’ambulatorio, ma anche seguire le iniziative promosse sul territorio per diventare donatori.

A tenere le la della mobilitazione l’Associazione donatori di midollo osseo (Admo) e il servizio trasfusionale dell’Asl albese che hanno reso possibile un massiccio screening tra i candidati donatori. Per dare un’idea della risposta, tra il 23 e il 24 aprile scorsi, si sono presentati in 435 provenienti dalla città delle Langhe, ma anche da Saluzzo, Milano, Torino. Dal liceo Cocito sono stati 317 i ragazzi accorsi. Un lavoro difficile perché non basta la disponibilità delle persone, ma contano anche le caratteristiche: il donatore infatti deve essere tra i 18 e i 35 anni, pesare più di 50 chili, non deve prendere medicine e, se donna, deve aver partorito da almeno sei mesi.

Il servizio trasfusionale raccoglie le adesioni di quanti intendono iscriversi al “Registro italiano donatori di midollo osseo” e deve valutare l’eventuale compatibilità con le persone in attesa di trapianto. Va infatti precisato che l’iscrizione al Registro e la decisione di diventare donatore non è indirizzata esclusivamente a un caso o a un singolo malato. Chi diventa donatore è disponibile per qualunque caso e qualunque malato.

La responsabile di Admo Piemonte, Milena Bernardi, intervistata da Gazzetta d’Alba, ha detto: «Andrea si è messo in gioco, ha detto pubblicamente di avere bisogno e, grazie anche ai suoi compagni di classe, ha diffuso l’appello. Alba ha risposto. E anche i paesi dei dintorni. Gli iscritti all’Admo non possono effettuare donazione diretta, quindi saranno tutti inseriti nella banca dati e potranno aiutare altre persone».

La famiglia di Andrea, subissata da telefonate e richieste dei media, ha sentito il bisogno di fare un passo indietro e mantenere un certo riserbo che rispettiamo. Soltanto il papà Marco ha rilasciato una dichiarazione a Gazzetta d’Alba: «Andrea è un ragazzo che dà coraggio agli altri; sono davvero fiero di lui. Sono sicuro che tutti insieme riusciremo a sconfiggere questo brutto male e, un giorno, quello che sta succedendo sarà solo un racconto per dare forza agli altri. Voglio ringraziare tutti quelli che stanno collaborando per la ricerca di un donatore».

Certamente Andrea ha ancora molto da combattere per vincere, ma una battaglia l’ha vinta: ha smosso il cuore di tanti, convincendoli a diventare donatori.

fonte: famigliacristiana.it

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