Bozzolo, dona il midollo osseo e salva un 19enne

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Midollo osseo. Il gesto di un bozzolese iscritto all’Admo. Scelto dalla rete internazionale: era compatibile al 100%

La statistica contempla un donatore compatibile ogni 100mila persone. Una probabilità esigua, dunque, che si amplia naturalmente con l’incremento del numero delle donazioni. E questo per dire che non bastano mai.

Ma questa volta è bastata la generosità di un bozzolese a salvare la vita ad un ragazzo di 19 anni malato di leucemia.

Il protagonista del salvataggio è un iscritto alla sezione di Mantova dell’Admo, l’associazione donatori di midollo osseo, che nei giorni scorsi è risultato perfettamente compatibile con le esigenze del giovane paziente che da parecchio tempo lottava purtroppo senza risultati contro la grave patologia oncologica.

Nel Mantovano accade in genere una volta all’anno che un donatore di midollo sia chiamato alla donazione, che avviene una sola volta nella vita. Era successo anche l’anno scorso e altre trentacinque volte negli ultimi vent’anni.

E così si può dire che il bozzolese G.N. (solo le iniziali come vuole la legge sulle donazioni, ndr) abbia veramente salvato la vita al diciannovenne, cittadino del mondo, vittima di una leucemia che ha fatto arrendere anche le più sofisticate ed avanzate strutture sanitarie del globo.

Solo un trapianto di midollo compatibile poteva accendere la speranza. A ottobre del 2016 G.N. viene convocato, insieme ad altri quattro potenziali donatori, dalla rete mondiale legata a quella nazionale, in quanto possibile donatore tra questi cinque.

E dopo una fitta serie di controlli proprio G.N. risulta essere compatibile al 100%. L’ospedale di Cremona, in quanto a Mantova non viene seguito questo percorso, inizia ad effettuare su di lui una serie di controlli finalizzati alla garanzia dell’intervento che viene fissato per la metà di febbraio.

G.N. viene ricoverato il 13 febbraio per il prelievo di 1.400 grammi di midollo che viene effettuato, dopo un intervento durato circa un’ora, in assenza di dolore, mercoledì scorso, con il rientro nella propria abitazione il giorno successivo.

Il grande cuore di G.N. ringrazia ora quelli che chiama gli angeli del volontariato che gli sono stati vicini in questa esperienza che ha fatto registrare una delle sue gioie più grandi: aver contribuito a salvare una giovane vita.

fonte: gazzettadimantova.gelocal.it/

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