Donare il midollo osseo, vi spiego perché dovete farlo

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Il 27 settembre ci sarà in molte piazze italiane, francesi ed americane un evento di sensibilizzazione per la donazione del midollo osseo. Greta, un’amica di Varesenews, racconta come ne ha scoperto l’importanza.

Egregio direttore,
Oggi le scrivo perché il 27 settembre ci sarà in molte piazze italiane, francesi ed americane un evento di sensibilizzazione per la donazione del midollo osseo.
Molti fin da ora penseranno “Che paura!” “Perché dovrei farlo?” “Non è pericoloso??”

Ammetto la mia ignoranza da bambina in materia di leucemie e tumori, ma all’età di 14 anni ho purtroppo scoperto quanto fosse importante quell’ammasso di cellule staminali.

Era il 13 giugno 2009, l’ultimo giorno della prima liceo, mi trovavo al lago per festeggiare quando il mio cellulare ha iniziato a suonare.
Mio cugino, di soli 9 mesi più giovane, era in ospedale, non ho nemmeno capito cosa fosse accaduto, ma sapevo che non era una semplice influenza.
Il tempo di arrivare a casa e la diagnosi mi è piombata addosso come un macigno: leucemia, di quelle guaribili, ma pur sempre leucemia.

La prima volta che l’ho incontrato faceva la chemioterapia da due mesi, era pallido come le pareti dell’ospedale (sarà stato così per osmosi?), più magro di quanto fosse mai stato, con la testa ormai pelata, il viso gonfio di cortisone e una “proboscide” che usciva dal petto, il catetere da cui entrava la chemio.

Quel giorno gli feci una promessa “Se mai dovessi aver bisogno del mio midollo, del mio sangue o di altro, te lo darò, anche se odio gli aghi”.

Per fortuna dopo due anni la chemioterapia non fu più necessaria, i capelli ricominciarono a crescere e le gracili mani poterono riprendere a strimpellare la chitarra. Non fu necessario un trapianto, ma la promessa risuonava nella mia testa, come se fosse ancora irrisolta.

Realizzai solo dopo un incontro coi volontari ADMO che cosa dovessi fare per metterla a tacere: altri cugini di qualcuno, fratelli, mogli, amici, si trovavano nella stessa situazione ed io ero la perfetta potenziale donatrice.

Aspettai di finire l’Esame di Stato e corsi al Centro Trasfusionale dell’ospedale di Circolo di Varese, chiesi i moduli e firmai subito, aspettando per la prima volta un prelievo con la gioia di chi sa di aver finalmente in mano il potere di salvare una vita, di rendersi utile per un’altro.

Mi scuso di essermi dilungata, ma ci tenevo a raccontare come sia nata la mia storia con ADMO.
Come le ho anticipato, sabato ci saranno nelle piazze italiane, ahimè Varese è assente dall’elenco, volontari pronti a spiegare la donazione di midollo e a tipizzare (esame biologico con il quale si stabilisce l’esatto corredo di antigeni tessutali di un organismo ndr) per inserire tra i possibili donatori coloro che volessero rendersi disponibili per un eventuale gemello genetico.
Mi rivolgo a lei perché questo evento, a me caro, possa avere maggior risonanza e con la speranza che alla prossima edizione, ci sia uno stand a Varese per questa giornata.
Le lascio il sito dell’evento, così che le persone tra i 18 ed i 35 anni possano trovare la piazza più vicina a loro e chissà… diventare donatori di vita
http://www.ehituhaimidollo.org/

La ringrazio ancora per il tempo dedicato alla lettura della mia email e le porgo i miei più cordiali saluti

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