Federica Pellegrini testimonial da record

 in FARE, Testimonial
Ha la freschezza della sua età. E ha pure una tale dolcezza impressa sul viso, nei suoi modi di fare, che viene spontaneo chiedersi se sia proprio lei, Federica Pellegrini, la ragazza che appena qualche mese fa ha tenuto tutto il mondo acquatico con il fiato sospeso. Già, perché a Melbourne, in Australia, non ha stabilito soltanto il suo personalissimo record nella specialità che ama – lo stile libero – ma ha fissato anche il nuovo record mondiale dei 200 metri (con il tempo di 1’56”47), che dall’agosto del 2002 apparteneva alla tedesca Franziska Van Almsick.
Eppure… Eppure la determinazione dei suoi pensiero e il carattere volitivo saltano fuori. Basta toccare le corde giuste. Come per esempio chiederle se oggi, per vivere, ci voglia amore, coraggio, passione, o… “Credo che la passione contenga sia l’amore sia il coraggio” risponde Federica. E continua: “Nello sport è fondamentale la voglia di superare i propri limiti. In maniera sana, naturalmente. E poi, vinca davvero il migliore!”.
Determinata è stata anche quando ha deciso di farsi tipizzare: lei, la più giovane testimonial di ADMO, di ritorno da Melbourne si è messa subito a disposizione dell’Associazione, chiedendo soltanto di poter essere tipizzata prima d’iniziare gli esami di maturità. E così, da giugno, la carta d’identità del suo midollo osseo è nella banca dati del Registro, dunque a disposizione di chi necessita di un trapianto.
Prima atleta del nuoto, ha voluto aggiungersi a questa catena di solidarietà, per impegnarsi nella diffusione del messaggio a favore di ADMO, affinché soprattutto i giovani seguano il suo esempio e diventino potenziali donatori. “Ai miei coetanei, a chi mi segue nell’attività agonistica, vorrei chiedere… riuscite a immaginare quale gioia possa provare un donatore, sapendo che in qualche parte del mondo c’è una persona malata che sta aspettando proprio il suo midollo osseo per tornare a vivere?”.
È vero, donare il proprio midollo osseo significa ben più che regalare una speranza, significa donare una nuova vita. Che emozioni suscitano in te questi pensieri?
“L’emozione della rinascita. Io, pur non vivendo alcuna situazione drammatica, ho provato che cosa significhi quella sensazione di smarrimento, quando ti sembra di avere tutto e poi, all’improvviso, crollano le tue certezze. Nel nuoto, come nella vita, la speranza di rinascere è una forza incredibile. Ecco, questo ha significato per me diventare donatrice di midollo osseo”.
L’impegno agonistico, gli studi, la vita privata. Qual è il segreto per gestire al meglio i ritmi che tutto ciò t’impone?
“Organizzazione, innanzitutto, e poi forza di volontà. Che significa anche fare scelte così sacrificate che spesso i miei coetanei non condividono. A questo aggiungerei la capacità di scegliere le persone di cui fidarmi, dall’allenatore al manager. Ma, al di sopra di tutto, direi una famiglia fantastica, capace di farmi sentire sempre il suo appoggio. In questo sono davvero fortunata”.
Adesso hai aggiunto anche l’impegno a favore di ADMO. Che cosa è scattato, nel tuo cuore, quando hai detto sì?
“Come ho detto poc’anzi, io sono fortunata. E proprio per questo ho deciso d’impegnarmi anche nel sociale: l’idea di poter essere di supporto a qualcuno meno fortunato di me, mi fa stare bene”.
Hai parlato dei tuoi coetanei, prima. Che cosa ti dicono sia, per loro, la vita?
“Non mi piace generalizzare. Tra i miei coetanei ci sono persone che amano divertirsi e vivere senza programmi, come pure ce ne sono altre che hanno una visione chiara di quello che vorranno fare da grandi. Ma sul senso della vita è proprio difficile dare una risposta”.
Federica nel privato: i tuoi sogni, le cose che ti piacciono, quelle che eviti e… l’amore?
“Sono decisamente riservata. I miei sogni in questo momento coincidono con lo sport che amo: nell’anno olimpico è difficile pensare ad altro e io devo il mio lancio proprio a quanto è successo alle Olimpiadi di Atene. Mancano meno di 300 giorni a Pechino e per me è già cominciato il conto alla rovescia. Con una testa così… è difficile trovare spazio anche per l’amore vero. Io, però, sono qui e se dovesse arrivare ci sarebbe spazio anche per l’amore”.
Gregorio Tranquillini

FEDERICA IN 10 BRACCIATE
1 luogo e data di nascita: Mirano (Venezia), 5 agosto 1988
2 residenza: Spinea (Venezia)
3 altezza: 177 cm
4 peso: 59 kg
5 società: Circolo Canottieri Aniene di Roma
6 allenatori: Gianni Nagni e Alberto Castagnetti
7 specialità: stile libero
8 gare preferite: 100, 200 e 400 metri stile libero

9 fra i risultati più importanti: medaglia d’argento nei 200 stile libero alle Olimpiadi di Atene 2004
   e ai Mondiali 2005 di Montreal, medaglia di bronzo – sempre nella stessa specialità – ai Mondiali
   2007 di Melbourne

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