Genova porta… consiglio: il Consiglio Nazionale ADMO

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Organizzato dallo staff di ADMO Liguria assieme al presidente Giorgio Zara, con la precisione e lo stile di una macchina perfetta, nelle giornate del 14 e del 15 novembre si è tenuto a Genova il XXXII Consiglio Nazionale ADMO, i cui lavori si sono svolti nel Palazzo della Borsa. La città ligure – che ospita l’Ospedale Galliera in cui ha sede il Registro nazionale dei donatori di midollo osseo – è stata scelta poiché quest’anno l’IBMDR festeggia i suoi vent’anni di vita. E proprio il tema ‘20 anni di donazione’ è stato al centro di convegni e celebrazioni.

I lavori del Consiglio Nazionale ADMO, invece, si sono concentrati sul tema ‘la strategia della comunicazione’. Nella giornata di sabato, dopo il saluto di benvenuto del presidente di ADMO Liguria, Giorgio Zara, la presidente nazionale Paola De Angelis ha aperto i lavori con la relazione introduttiva sulle attività di ADMO nel 2009 e, a fronte della situazione, ha delineato le prospettive per il futuro di ADMO Federazione Italiana.

Dopo la discussione e l’approvazione del bilancio preventivo, la vicepresidente nazionale Ivana Lorenzini ha illustrato le campagne istituzionali dell’Associazione, che nei due appuntamenti annuali ‘un panettone per la vita’ e ‘una colomba per la vita’ trovano i loro momenti di vasta eco per sensibilizzare nuovi potenziali donatori di midollo osseo: “Le campagne promozionali rappresentano eventi cruciali nella vita della nostra Associazione – ha detto la Lorenzini – perché oltre a essere importanti occasioni per la raccolta di fondi, rappresentano insostituibili momenti di contatto con la gente, momenti dove possiamo promuovere le nostre finalità”. Renato Picardi, fondatore di ADMO, ha invece concentrato l’attenzione dei presenti in sala sull’organizzazione ADMO in Italia. A lui ha fatto seguito Erio Bagni (ADMO Emilia Romagna) che si è soffermato sul rapporto con i Registri regionali, i Centri Donatori e l’IBMDR. “Qualità e sostenibilità economica sono le principali esigenze cui cerca di rispondere la concertazione delle attività assistenziali in centri di alta specialità – ha affermato Bagni – dove, un adeguato volume di attività, associato ad un costante aggiornamento di conoscenze e tecnologie, è garanzia sia di qualità nell’assistenza che di riduzione dei costi unitari di produzione. Nel campo dell’immunologia dei trapianti, uno degli aspetti più delicati sotto il profilo qualitativo è rappresentato dall’assegnazione degli organi al ricevente più idoneo ossia dalla definizione, attraverso una serie di esami di laboratorio denominati test di istocompatibilità, del grado di affinità immunologica tra donatore e ricevente del trapianto. A tale fine, gli esami più rilevanti sono la tipizzazione tissutale per il sistema HLA e la ricerca nel siero del paziente di anticorpi diretti contro gli antigeni HLA del donatore. Dall’affidabilità dei risultati ottenuti attraverso queste indagini può dipendere il successo del trapianto”.

Andrea Pizzuto (ADMO Liguria) ha poi permesso ai presenti di entrare nel merito della situazione legislativa entro la quale si muove ADMO. E Francesco Biagioli (ADMO Liguria), relazionando sui possibili sviluppi di collaborazioni strategiche ha affermato che “per evitare il depauperamento del Registro dei donatori di midollo osseo, ADMO dovrebbe sviluppare e mettere a punto strumenti efficaci su due temi fondamentali: il rapporto con altre Associazioni e la comunicazione”. E proprio sulle strategie di comunicazione per un’efficace sensibilizzazione dei potenziali donatori e, soprattutto, dei giovani si è soffermata Loredana Ranni (responsabile nazionale della comunicazione ADMO e direttore di ADMOnotizie).

Domenica, invece, la giornata di lavori è iniziata con la relazione di Nicoletta Sacchi, direttore dell’IBMDR, che ha parlato dell’attuale situazione del Registro nazionale e delineato le prospettive per il futuro. Il primario di ematologia dell’Ospedale San Martino di Genova, Andrea Bacigalupo, è invece intervenuto parlando dell’evoluzione del trapianto di midollo osseo tra successi e fallimenti, mentre il dottor Edoardo Lanino ha analizzato il tema del trapianto pediatrico e delle malattie congenite.

Alle relazioni medico-scientifiche è seguito il contributo dell’ammiraglio Vincenzo Martines, per sottolineare come possa essere incrementata la collaborazione tra la direzione generale della sanità militare, il Registro e ADMO. E per rimanere nell’ambito delle collaborazioni, dopo l’intervendo di Carolina Sciomer – presidente di ADISCO, l’Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordonale Ombelicale – Paola De Angelis ha evidenziato l’importanza di mettere a punto obiettivi di sensibilizzazione comune, tra ADMO e ADISCO, per diffondere una consapevole cultura della donazione.

A Mario Bella, presidente di ADMO Piemonte, la chiusura dei lavori: il ventennale dell’Associazione, nel 2010, vedrà uno dei momenti celebrativi proprio in Piemonte, a Torino, e Bella ne ha anticipato il progetto delle celebrazioni.




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