Un gesto che cambia la vita

 in Storie vere

Era il 2 aprile del 2016, frequentavo la quarta superiore. Ho sempre avuto il desiderio di iscrivermi a questa associazione, come quella dei donatori di sangue, motivo per il quale attendevo ogni giorno il compimento del mio diciottesimo anno. 

Nei mesi seguenti al compimento della maggiore età, mi sono recata a fare la mia prima donazione di sangue, quella più comune. La mamma e il papà mi hanno sempre parlato di volontariato e di donazioni, perché entrambi sono donatori di sangue e potenziali donatori di midollo osseo. C’era un unico problema: non sapevo a chi rivolgermi per la donazione, o forse, come succede per tante cose, non mi ero neanche sforzata così tanto nel cercare un contatto da qualche parte. 

Un giorno di dicembre, però, mi arriva un messaggio. Lo apro. I miei occhi non vogliono crederci: un mio caro amico si è ammalato. Si tratta di un tumore ai linfonodi.

Inizialmente non volevo crederci, ma più passavano le ore e più realizzavo di quanto fosse successo. 

Nei giorni successivi i pianti erano continui e i ricordi che mi sovrastavano erano altrettanti. Non vi dico i sensi di colpa, quelli erano terribili. E se ci penso, rivivo ora quei momenti. Sensi di colpa per cosa poi? Eppure c’erano. Li trovavo anche dove non vi erano.

La settimana seguente ho deciso che dovevo reagire a questo e rendermi utile per qualcun altro. Ho scambiato quattro chiacchiere con la professoressa di anatomia (una donna che possiede una capacità di ascoltare meravigliosa), la quale mi ha detto che se avessi voluto, la settimana successiva, senza neanche farlo apposta, sarebbero venuti i volontari di ADMO a fare un incontro, proprio nella nostra scuola. Un incontro come quello di oggi.

Io ero davvero al settimo cielo. Ero euforica: si, penso che sia la parola più adatta.

Al termine della conferenza ero pronta per compilare quel foglio; lo stesso foglio che speravo di poter compilare mesi prima. 

Quel giorno per me è stato l’inizio di una nuova avventura: quel giorno avevo le idee chiare, volevo iscrivermi! Quella conferenza, però, mi ha portato a compiere anche un’altra scelta: diventare una volontaria attiva di questa associazione. Il motivo? Far conoscere alle persone che mi circondano quello che si può fare con un piccolo-grande gesto. 

Oggi, a distanza di qualche anno, mi trovo qui, davanti a dei ragazzi. Non posso dire di non essere emozionata. Si lo sono, e non immaginate quanto, però è una cosa che mi rende orgogliosa.

La voglia di donare è molta, ma d’altro canto spero quasi che non avvenga mai, perché questo starebbe a significare che la persona compatibile con me sta bene.

Io auguro ad ognuno di voi, di trovare la forza e la voglia di dedicarsi all’altro. La voglia di veder sorridere tutte le persone che vi circondano. Perché ricordatevi che quella che per voi può sembrare una banalità, per un’altra persona (in questo caso il ricevente), è un gesto enorme, che non saprà mai come ricambiare.

È un gesto che vi potrebbe cambiare la vita.

Ecco, questa è la mia piccola storia, che racconta come con una scelta consapevole sono diventata una potenziale donatrice di midollo osseo.

Elena, 20 anni

volontaria ADMO Friuli Venezia Giulia

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