L’Admo va in cerca di donatori nelle scuole

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Al Renier sono state raccolte dieci adesioni. Le volontarie: «Salvare una vita è un’esperienza unica»

BELLUNO. L’Admo entra nelle scuole bellunesi in cerca di nuovi volontari. Nei giorni scorsi è stata la volta dell’Istituto “Renier”, dove Pina Sabatini e Stefania De Martini si sono intrattenute con due classi quinte per informare sul significato della donazione, su come si può aderire e su cosa significa diventare realmente donatore.

“Lezioni” molto apprezzate dagli studenti quelle dei soci Admo, durante le quali domande e curiosità si sono avvicendate con un bel ritmo. «Siamo qui», ha esordito Pina Sabatini, «perché fra gli oltre 4 mila iscritti all’Admo della provincia di Belluno, io a Stefania siamo due dei 27 fortunati che hanno avuto la possibilità di donare il midollo e quindi di salvare una vita. L’ultima donazione è recente, risale al 22 febbraio».

Prima di tutto è stata fatta chiarezza sulle differenze tra midollo osseo e midollo spinale: mentre il primo è sangue allo stato nascente che si trova all’interno delle ossa spugnose del bacino e dello sterno, il secondo è il tessuto nervoso che discende all’interno della colonna vertebrale e non ha niente a che vedere con la donazione, che è invece un intervento semplice, non traumatico, né pericoloso. «È importante», hanno detto i due soci, «che il registro dei donatori contenga un numero sempre più vasto di iscritti, perché è raro trovare un donatore compatibile col malato; la compatibilità non risponde al gruppo sanguigno, bensì all’hla, una caratteristica delle cellule. Attualmente il registro nazionale contiene oltre 300 mila donatori ed è collegato con altri registri nazionali in tutto il mondo. Il trapianto di midollo osseo, risulta in molti casi l’unica possibilità di guarigione per alcune gravi malattie del sangue come l’anemia mediterranea, la leucemia mieloide, leucemie acute ad alto rischio, che colpiscono molto spesso i bambini.

L’esperienza di Pina, che ha donato nel ’97, ha avuto momenti emozionanti e decisivi: «Di tutte le tappe importanti che segnano il percorso di una vita», ha detto, «nessuna è paragonabile a questa. Quando decidi di donare il midollo osseo, ti viene data la possibilità di salvare una vita». E così è stato per lei che, un anno dopo il trapianto, ha ricevuto, in forma anonima una lettera con la foto dei due bambini a cui Pina aveva restituito il sorriso, perché la loro mamma era guarita grazie a lei.

Anche Stefania ha raccontato la sua esperienza: lei ha donato nel 1996 e, anni dopo, ha avuto la fortuna di conoscere personalmente il suo ricevente, quello che lei chiama simpaticamente “il mio fratello di sangue”.

«Gli studenti si sono dimostrati molto sensibili al problema», dicono le due donatrici, «tanto che ci hanno consegnato una decina di adesioni raccolte nelle lezioni precedenti, ma sicuramente ne arriveranno altre: sono decisioni da ponderare con calma».

Chi può diventare donatore? «Qualunque persona di età compresa tra i 18 e i 35 anni che pesi più di 50 kg, che non abbia malattie del sangue, né gravi forme infettive. Nella maggioranza dei casi non ci sarà alcuna chiamata, oppure
questa avverrà dopo molto tempo. È importante, perciò, comunicare all’Associazione, ogni cambio di dati personali, come l’indirizzo, il numero di telefono o l’indirizzo e-mail».

L’Admo di Belluno ha la sua sede in via Pellegrini 67/69 (telefono 0437 31440, mail “admo.belluno@libero.it”.

http://corrierealpi.gelocal.it/belluno/cronaca/2016/03/15/news/l-admo-va-in-cerca-di-donatori-nelle-scuole-1.13136330

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