L’hockeista Bernard nuovo testimonial ADMO

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Anton Bernard, Il 26enne capitano della nazionale italiana ieri si è fatto tipizzare al S.Maurizio «Al sogno di disputare le Olimpiadi si è aggiunto quello di salvare una vita»

Campione in pista ma anche fuori. Anton Bernard, caldarese di 26 anni – capitano della nazionale italiana di hockey su ghiaccio ma anche studente della Lub a cui mancano due esami per laurearsi in Economia e management – ha deciso di diventare testimonial dell’Admo e di farsi tipizzare al centro trasfusionale dell’ospedale San Maurizio. Al sogno che ha sempre avuto, quello di disputare le Olimpiadi invernali, se ne è aggiunto un altro, ancora più nobile: «Riuscire a salvare una persona, anche sconosciuta, grazie a una donazione di midollo osseo. Un gesto semplice ma che può restituire la vita a chi rischia di perderla».

Ha avuto paura di entrare nell’elenco dei potenziali donatori?

«No, affatto. Ho spiegato a mia mamma – inizialmente piuttosto timorosa – che il dolore legato all’intervento a cui potrei dovermi sottoporre in futuro è paragonabile ad una caduta in pista o ad uno scontro di gioco. Una botta che va via nel giro di qualche giorno e soprattutto nulla di invasivo. Ma la gioia che regala questa caduta può essere immensa».

Chi l’ha convinta a diventare testimonial dell’Admo?

«Sonia Tranquillini, una delle socie della prima ora, che ha un trapiantato in famiglia. Durante una grigliata mi ha fatto capire che servono donatori giovani. In grado di restare nella banca dati per parecchi anni. Se poi l’opera di sensibilizzazione arriva anche in periferia il risultato è doppio. E io sono di Caldaro».

Se dovesse riuscire a donare il midollo osseo ci terrebbe a conoscere la persona a cui ha regalato la vita?

«Se tutto è andato bene si, ma la legge italiana mi pare non lo consenta. L’idea di scoprire a chi hai regalato il sorriso e una seconda chance mi piace».

Così giovane e già ai vertici dello sport nazionale. Nel suo caso è proprio il caso di dire che capitani si nasce…

«In realtà lo sono solo in nazionale, mentre nel mio club sono il vice di Alexander Egger. Comunque, si, mi piace impegnarmi anche fuori dalla pista ghiacciata, che resta peraltro il terreno a me più congeniale».

Questo è il motivo per cui ha scelto anche di studiare e ottenere la laurea in tempi brevi?

«L’idea è anche quella di garantirmi un futuro. Adesso però voglio solo giocare ad hockey a tempo pieno almeno per otto mesi l’anno, almeno per altre dieci stagioni. Poi, però, dovrò pensare anche al mio futuro extrasportivo. É sempre meglio farsi trovare preparati ed avere un titolo in tasca».

Lei di gavetta ne ha fatta già molta, a dispetto della giovane età…

«Beh, dopo le giovanili nel Caldaro le mie tappe sono state Ora , Rosenheim e adesso Bolzano. In Germania ho fatto anche la maturità».

Per l’Admo il messaggio lanciato ieri con la tipizzazione di Anton Bernanrd è importante.

«È la dimostrazione – sottolinea Claudio Tait, trapiantato e testimonial – che anche un atleta professionista di alto livello può diventare donatore di midollo osseo senza per questo incappare in rischi, menomazioni o limitazioni di alcun tipo». Chi è il prossimo?

 

http://altoadige.gelocal.it/bolzano/cronaca/2015/10/15/news/l-hockeista-bernard-nuovo-testimonial-admo-1.12273170

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