L’impresa-trekking Mons Gibel di Manfredi Salemme per ADMO

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Mercoledì 24 agosto avrà inizio Mons Gibel 2011, avventura ideata da Manfredi Salemme con lo scopo di sensibilizzare i giovani alla donazione del midollo osseo e delle cellule staminali emopoietiche.
L’impresa, che partirà da Catania con destinazione il vulcano Etna, ha avuto il patrocinio della Provincia di Catania, dei Comuni di Catania, Milo, Zafferana Etnea e dell’Ente Parco Etna.
Manfredi camminerà indossando un holter metabolico, un cardiofrequenzimetro e un GPS, strumenti che permetteranno alla Facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Verona di effettuare test relativi ai benefici del cammino nella terza età. Inoltre, avrà con sé materiali da testare per la salute e la sicurezza nello sport.

Ecco l’itinerario, raccontato dallo stesso Manfredi Salemme, aperto a tutti gli amanti del trekking.

24 agosto 2011
Via E. Merletta, Piazza Università, Via Etnea, Piazza Gioeni, Via M. Albertone, Via Pietra dell’Ova, Sant’Agata il Battiati, San Giovanni la Punta, Zafferana Etnea, Fornazzo.
Da Fornazzo si prende la statale a sinistra del paesino che sale verso il Citelli. La strada attraversa la colata del 1971 e fa un primo tornante, ed un secondo in corrispondenza di Casa Pietracannone. Per arrivare qui si potrebbe anche tagliare senza percorrere il primo tornante e la strada asfaltata). Si percorre il sentiero verso NW, si passa per un rifugio della Forestale, evidentissimo sulla mappa ma senza nome (si chiama Casa Paternò-Castello), ci si immerge nel bellissimo Bosco della Cubania, si taglia di nuovo la colata del 1971, stavolta a monte, e si arriva al Citelli attraversando la Valle della Scomunica. Pernottamento al rifugio Citelli o in zona.
Soltanto questo tratto vale l’intera giornata: si attraversano boschi secolari bellissimi. È un tratto da non sottovalutare perché tutto in salita: si passa da quota 1150 di Casa Pietracannone a quota 1745 del Citelli, ma il sentiero è ben tracciato, difficile – più che altro – perché in aggiunta ai chilometri percorsi da Catania a Fornazzo.

25 agosto 2011
Dal rifugio Citelli s’imbocca il sentiero che attraversa i Monti Sartorius, il rifugio CAI Monte Baracca fino a Piano Provenzana. Qui si possono fare i rifornimenti d’acqua prima d’intraprendere la Pista Altomontana. Da questo momento in poi è un percorso pieno di sorprese: dal piazzale con il piccolo bar e i punti vendita di souvenir (i precedenti alberghi, ristoranti, parcheggi sono stati spazzati dall’eruzione del 2003) ci s’incammina verso Monte Nero attraversando la colata, si aggira il monte e si scende verso il rifugio Timparossa e, ancora più avanti, fino all’incrocio con la pista Altomontana: qui si può visitare la Grotta dei Lamponi.
Una volta sulla pista, il tracciato è in discesa per un lungo tratto. Si attraversa il rifugio Santa Maria, tagliando la colata del 1981 (un tratto fantastico), e si arriva al rifugio che sulla mappa è indicato come “La Casermetta” (in realtà il rifugio fruibile, attaccato alla Casermetta, si chiama rifugio di M. Spagnolo).

26 agosto 2011
Dal rifugio di M. Spagnolo si percorrono gli ultimi 21 chilometri della pista Altomontana, oltre al tratto di strada che porta al rifugio Sapienza.
La pista prosegue così:

  • rifugio di M. Spagnolo (La Casermetta)
  • bosco di Maletto
  • Monte Maletto (aggirandolo sul lato ovest)
  • rifugio Monte Scavo
  • grotta Monte Nunziata
  • rifugio M. Palestro (Poggio La Caccia)
  • rifugio La Galvarina
  • rifugio Forestale San Giovanni Gualberto (si passa per l’altarino di San Giovanni)
  • Giardino Botanico
  • cancello forestale di Filicia Milia
  • rifugio Ariel
  • Osservatorio
  • strada asfaltata che conduce al rifugio Sapienza.

Si pernotta al rifugio Sapienza o nei dintorni.

27 agosto 2011
Salita ai crateri centrali! Per salire ai crateri si deva arrivare a Pian del Lago, dove comincia il grande pianoro in alta quota che conduce al cospetto del cratere prima di sud-est e poi di tutti gli altri. A Pian del Lago si arriva passando per la Montagnola e, quindi, o salendo dalla Schiena dell’Asino (il percorso più bello per il quale opterò, perché costeggia la Valle del Bove), o salendo dalla Volta del Girolamo, un ripido canalone di sabbia che, come un strada tracciata, porta a Pian del Lago (molto duro e difficile per i meno allenati). Arrivati a Pian del Lago, l’Etna appare quasi in pianura e, in un paio d’ore, si arriva al cratere di sud-est.

28 agosto 2011
Ritorno a Catania, in piazza Duomo, seguendo lo stesso itinerario da Zafferana Etnea: l’arrivo è previsto alle ore 17,30 presso il Palazzo Civico, dove il Comitato di Ricevimento procederà con la premiazione.

Per contattare Manfredi Salemme:
masalemme@gmail.com

foto Daniele Maccarrone
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