La vita è imprevedibile…

 in Storie vere

29 ottobre 2013

La vita è imprevedibile. Non ho altre definizioni da dare. IMPREVEDIBILE. Quando meno te lo aspetti ti trovi al pronto soccorso, senza sapere perché, con un dolore al petto che non ti fa respirare, ma meno intenso di quello che sopravviene quando ti dicono: hai la leucemia.

Una dottoressa timida e mortificata mi dà la notizia, un’infermiera mi regala dei santini, il mio compagno che ha saputo prima di me mi guarda con due occhi lacrimanti in una stanza bianca che all’improvviso diventa buia. Non ho parole: sono impietrita, incredula, il mio mondo inizia a girarmi intorno vertiginosamente… i miei bambini, i loro abbracci, i baci, le urla, i capricci, i salti, le corse. Hanno bisogno di me e io di loro, abbiamo ancora troppe cose da fare insieme, ho troppe cose da insegnare, troppe cose  da imparare. Non so cosa mi aspetta. Ogni giorno è da vivere.

13 giugno 2017

Oggi mi sposo. Tante cose sono successe da quel maledetto 29 ottobre 2013: tre cicli di chemioterapia, la perdita di capelli, il trapianto di midollo il 4 aprile 2014, tanti mesi trascorsi in ospedale lontana dai miei bambini, dalla mia casa; il lento ritorno alla normalità e la recidiva dopo soli diciotto mesi, un altro ciclo di chemioterapia e un secondo trapianto. Nonostante tutto credo di essere fortunata. Forse è una considerazione folle perchè ciò che ho passato negli ultimi quattro anni non è stato facile. Però mi sento fortunata per molti motivi: perchè il mio fratellone Angelo mi ha donato due volte parte di sé, la prima volta il midollo e la seconda le cellule staminali, mentre molti oltre alla paura della malattia devono sopportare l’attesa di un donatore che non sempre si trova. Fortunata perchè questa esperienza mi ha aiutata a migliorare la mia vita, a riprendere un percorso di fede, a capire quali sono le cose veramente importanti. Mi ha permesso di conoscere persone meravigliose che hanno avuto esperienze simili alla mia, o sconosciuti che hanno seguito i miei post su facebook e mi sono stati vicini con una preghiera, un pensiero, un incoraggiamento, un sorriso. Ho deciso di vivere ogni istante come se fosse l’ultimo, di attorniarmi di persone positive e ho cercato di rimuovere la paura, quella che ti impedisce di fare progetti. Per questo, dopo aver ricominciato i miei allenamenti in bici ho partecipato ai campionati nazionali per trapiantati, a luglio andrò a Venezia in bici con altri smidollati come me partendo dalle Molinette, sotto le finestre di quella camera sterile…per dare speranza a chi lotta, a chi aspetta. Ma la cosa più importante è che…oggi dopo tanti rimandi finalmente mi sposo con l’uomo che in questi anni mi è sempre rimasto accanto, con il suo inesauribile ottimismo.

Sandra Greco

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